domenica 5 maggio 2019

Recensione - Hot Girls Wanted (2015)


Hot Girls Wanted (2015) è un documentario prodotto e distribuito da Netflix, che molto sta facendo discutere per via dei contenuti: il film, infatti, va ad indagare su come vengano prodotti i porno amatoriali (come ad esempio quelli di RealityKings), partendo dalla provincia americana da cui, si dice nel film, la maggioranza delle pornostar provengono. Questo è un film su quelle che negli USA vengono chiamate un po' asetticamente sex workers: le attrici dei film porno che vengono venduti su internet.

Se ci tenete a sapere come nascano le produzioni porno amatoriali che vediamo ogni giorno (o quasi) su Youporn e affini, qui troverete la risposta. Impressiona anzituttol'età media delle attrici, che va dai 18 ai massimo 24 anni - non c'è dubbio su questo, visto che le attrici fanno principalmente porno di genere teen, fetish e (come si vede anche nella parte finale del film) anche qualcuno con declinazioni violente. Tutto finto e simulato, per carità, ma le ragazze ne escono segnate nella metà dei casi: su quattro attrici selezionate per il documentario, di fatto, solo una deciderà di abbandonare definitivamente l'ambiente dopo averci guadagnato quasi 25.000 dollari in 4 mesi (e marginando su un utile di soli 2000, alla fine). In molti casi, poi, varie pornostar si esibiscono anche in webcam con spettacoli in diretta, ed in alcuni casi continuano a farlo come libere professioniste in modo individuale.

La formula di base è sempre la stessa: il produttore ospita a casa propria le ragazze che riesce a trovare tramite annunci su Craiglists, il sito di annunci (mai arrivato in Italia) parecchio controverso negli USA, per via dello scarso controllo dei contenuti: ci possono postare annunci di ogni genere, ed in molti casi le ragazze rispondono con entusiasmo pur di sfuggire al controllo (spesso repressivo) delle rispettive famiglie. Il film mostra come il produttore tenda a creare un ambiente positivo in cui far stare le ragazze: cagnolini ovunque, massima cordialità, alcool e cene offerte, nessuna allusione sessuale nemmeno accennata fuori dal set. Poi i film vengono girati altrove, e le ragazze si alternano nelle varie prestazioni venendo pagate dai 300 dollari per un blowjob fino ad arrivare a circa un migliaio di euro per i forced blowjob. Le registe Jill Bauer e Ronna Gradus, peraltro, sottolineano come circa il 40% della pornografia sia di natura prettamente sessista e tenda a mostrare una donna sottomessa all'uomo, ma una delle attrici replica a riguardo che è meglio che la gente paghi per un porno (comunque simulato) che per fare gratuitamente quelle cose nella realtà, a qualche altra donna. La discussione rimane ovviamente molto controversa in merito, con più domande aperte che risposte effettivamente fornite.

Il film merita una visione se vi interessa il genere e vi va di curiosare, quindi. Piace molto meno il format, che in certi momenti ricorda quello di un "Grande Fratello" qualsiasi - ed in svariati punti sfiora il mieloso, oltre a tendere ad annoiare lo spettatore durante la visione dello stesso (probabilmente troppo diluito e troppo lungo, così come inesorabile nel suo incedere). Nonostante questo, un film che ha risposto ad una domanda che potrebbe incuriosire parecchi di noi, sia uomini che donne.

   

È possibile vedere Hot Girls Wanted su NetFlix.

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